Assomela - Le previsioni di produzione di mele per la stagione 2026/2027

Lago di Costanza, 06 agosto 2026 - Assomela ha partecipato, come da consuetudine e insieme ai propri soci, alla tradizionale conferenza Prognosfruit, il principale appuntamento annuale dedicato al settore melicolo europeo, svoltasi quest’anno sul Lago di Costanza (Germania). L’evento è stato organizzato dal BVEO (Bundesvereinigung der Erzeugerorganisationen Obst und Gemüse e.V.), in collaborazione con WAPA (Associazione Mondiale delle Mele e delle Pere).

Le prospettive per la stagione 2026/2027

La conferenza a Prognosfruit è stata ancora una volta luogo di importanti riflessioni per il settore melicolo europeo e mondiale, con un’ampia partecipazione della delegazione italiana, tramite i soci di Assomela. Le previsioni di produzione scendono sotto i 10 milioni di tonnellate di mele per la seconda volta negli ultimi 16 anni 

I numeri presentati lasciano presupporre un’annata che per le mele italiane potrà dare maggiori soddisfazioni di quella precedente a livello di mercato europeo, garantendo al contempo la capacità di fornire anche i mercati extra europei. 

È chiaro che oggi più che mai la sfida e la priorità per i produttori, le cooperative agricole e le organizzazioni di produttori è garantire la produzione, nonostante le crescenti difficoltà da numerosi punti di vista, prima di tutto riguardo gli avvenimenti metereologici sempre più estremi e i patogeni e fitopatie crescenti. Il messaggio che esce da Prognosfruit è che non si potrà più dare per scontata la produzione a cui siamo sempre stati abituati, se non si prenderanno contromisure adatte a tutti i livelli e con l’appoggio delle istituzioni. 

La situazione nel complesso resta quindi positiva, ci sono i presupposti per concludere la stagione ormai al termine e partire con il nuovo raccolto, con l’idea di garantire al mercato europeo le mele italiane per tutti i 12 mesi dell’anno in maniera continuativa. 

La situazione nell’Unione Europea

Per l'Unione europea la produzione di mele è stimata in 9,5 milioni di tonnellate, con una flessione del 16% rispetto al 2025 e del 14% rispetto alla media degli ultimi tre anni. Si tratta del raccolto più basso degli ultimi nove anni.

Le gelate primaverili, le ondate di calore prolungate, la siccità e le grandinate, insieme alla mancanza di strumenti per fronteggiare patogeni e fitopatie, hanno compromesso il potenziale produttivo di numerosi Paesi europei (Tab. 1). 

Tra i principali Paesi produttori, la Polonia registra una delle flessioni più marcate, con una produzione stimata in 2,7 milioni di tonnellate (-30% rispetto al 2025), principalmente a causa delle intense gelate che hanno colpito la fioritura in aprile, dopo un inverno caratterizzato da temperature fino a -30°C. Oltre metà del raccolto sarà destinata all'industria di trasformazione.

 

Tab. 1 (ton.) previsioni UE per Paese

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Fonte: WAPA

 

Anche in Francia si prevede un raccolto contenuto, pari a circa 1,2 milioni di tonnellate (-24%), penalizzato dalla progressiva riduzione delle superfici coltivate, dalle elevate temperature estive, ma soprattutto dalla pressione di afidi e patogeni, per i quali è mancata negli ultimi anni la possibilità tecnica per contrastarli e di conseguenza è risultato difficile proteggere il raccolto, segnando un preoccupante precedente. 

Di segno opposto le previsioni per la Spagna, dove la produzione è stimata in aumento del 8% rispetto alla scorsa stagione, grazie a un'annata priva di eventi climatici particolarmente dannosi. Le elevate temperature estive stanno tuttavia influenzando, almeno in parte, la pezzatura dei frutti. Anche la Grecia prevede una ripresa della produzione (+53%).

In Germania la produzione dovrebbe attestarsi intorno a 1 milione di tonnellate, inferiore rispetto allo scorso anno di -11%, mentre in Belgio e nei Paesi Bassi il settore continua a confrontarsi con un mercato difficile, caratterizzato da consistenti giacenze residue, prezzi contenuti e condizioni climatiche sfavorevoli, con cali stimati del -25% e -17% rispettivamente rispetto al 2025. 

Nella nuova stagione ci si aspetta quindi un mercato alleggerito dal punto di vista delle quantità che saranno limitate, a cui si andrà ad affiancare, nella primissima parte della stagione, la merce ancora in cella a livello europeo, che permetterà di coprire l’intero anno commerciale. Dal punto di vista qualitativo, si prevede in generale calibri leggermente inferiori rispetto allo scorso anno, con un anticipo della raccolta per maggior parte dei paesi. Il cambiamento climatico rappresenta ormai il principale fattore di rischio per la melicoltura mondiale. La crescente frequenza di eventi meteorologici estremi rende sempre più difficile garantire produzioni stabili sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo, evidenziando la necessità di investire in strumenti di adattamento, innovazione varietale e sistemi di gestione del rischio.

L’andamento varietale

 In tabella n. 2 vengono riportate le previsioni di produzione europee distinte per varietà.

 

Tab. n. 2 (ton.)

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Fonte: WAPA

Nel 2026 la produzione di molte varietà tradizionali sarà in calo rispetto allo scorso anno, in particolare Golden Delicious (-11%) e Gala (-9%), mentre Fuji rimarrà sostanzialmente stabile (+1%). Le nuove varietà club raggiungeranno invece un nuovo record, superando le 690.000 tonnellate prodotte (+9%). In diminuzione anche la produzione di Red Delicious (-5%) e Granny Smith (-4%).

 

Uno sguardo alla situazione italiana

 

Nella tabella n. 3 si riportano le previsioni di produzione italiane a livello regionale ed in tabella 4 l’analisi varietale.

 

Tab. n. 3 (tons.)

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Fonte: Assomela/CSO Italy

 

Per l’Italia, la produzione totale è stimata in 2.269.106 tonnellate, con una flessione del 2% rispetto al 2025 (Tab. 3).

A livello regionale, si prevede una diminuzione della produzione sia in Alto Adige (-2%) sia in Trentino (-9%), mentre nella maggior parte delle altre regioni è atteso un incremento. Il Piemonte si conferma al terzo posto produttivo nazionale, con una crescita del 2%. Il Veneto registra un recupero (+2%) rispetto alla scorsa campagna che era stata caratterizzata dal maltempo e aveva dato origine ad una produzione relativamente contenuta. Anche l'Emilia-Romagna prevede un aumento della produzione (+6%), così come il Friuli-Venezia Giulia (+9%).

La produzione biologica italiana è stimata in lieve calo, con una riduzione del 2% rispetto allo scorso anno. Con 171.333 tonnellate, rappresenta circa il 7,6% della produzione complessiva nazionale.


Tab. 4 (ton).

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Fonte: Assomela/CSO Italy

 Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, si registra un calo della Golden Delicious (-8%), che raggiunge una produzione di 610.570 tonnellate (Tab. 4). In diminuzione anche la Gala (-4%), mentre la Red Delicious rimane stabile rispetto allo scorso anno. In recupero la Granny Smith (+11%), che conferma la tipica alternanza produttiva osservata negli ultimi anni. La Fuji continua invece a perdere terreno (-4%), mentre le nuove varietà club raggiungono una produzione record di 346.602 tonnellate (+7% rispetto al 2025). La Cripps Pink prevede una produzione sostanzialmente stabile rispetto all'annata record del 2025, superando nuovamente le 150.000 tonnellate.

Dal punto di vista qualitativo, l'andamento climatico in Trentino-Alto Adige è stato nel complesso favorevole, in assenza di gelate, grandinate e precipitazioni significative. Anche se la fioritura si è svolta regolarmente, favorendo un buon inizio dell'allegagione nella maggior parte dei frutteti, si segnala tuttavia la presenza di alcuni impianti, in particolare di Golden Delicious, caratterizzati da un mancato ritorno a fiore in alcune zone e da una cascola dei frutticini superiore alla media degli ultimi anni. 

Il calibro dei frutti è generalmente buono grazie alle condizioni favorevoli durante le prime fasi di sviluppo, sebbene la crescita sia stata successivamente rallentata dalle temperature superiori alla media registrate da metà giugno che hanno reso la situazione più complicata. L'inizio della raccolta è previsto in linea sia con lo scorso anno sia con la media pluriennale.

In Piemonte la produzione 2026 si prevede positiva, la fioritura è stata abbondante su tutte le varietà e i mesi primaverili hanno seguito il corretto iter di sviluppo vegetativo, per il quale ci si aspetta una produzione con ottimo calibro e qualità. Unico fattore da tenere sotto controllo è l’elevato livello di caldo e le ondate di calore. La raccolta partirà con qualche giorno di anticipo. 

Anche in Veneto ed Emilia-Romagna, la prossima stagione si prevede complessivamente positiva, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo. Le fitopatie risultano al momento ben contenute. Dal punto di vista climatico, la primavera è stata favorevole, mentre le elevate temperature estive destano preoccupazione soprattutto per le varietà a maturazione più precoce, con il rischio di una riduzione del calibro e di una minore colorazione. Attualmente non si segnalano criticità legate alla siccità grazie alla disponibilità di acqua per l'irrigazione, ma la situazione dovrà essere attentamente monitorata qualora le ondate di calore dovessero proseguire.

In Friuli-Venezia Giulia, la produzione si prospetta buona e non si sono registrate avversità climatiche di rilievo. Sia il calibro sia la colorazione dei frutti sono previsti nella norma e non si segnalano particolari problematiche fitosanitarie. La raccolta si prevede quindi abbondante e anticipata di circa una settimana rispetto alla media.

Ad oggi, si stima che la quantità di mele destinate al mercato del fresco raggiungerà 2.008.380 tonnellate, in lieve calo rispetto allo scorso anno (-1%), ma sostanzialmente in linea con la media degli ultimi tre anni.

La quantità di mele destinate all'industria di trasformazione, invece, è stimata in 260.700 tonnellate, in calo dell'8% rispetto allo scorso anno e pari all'11,4% del raccolto complessivo.

 

 Assomela s.c. è il Consorzio delle Organizzazioni di Produttori di mele italiani che rappresenta il 75% della produzione melicola nazionale, a cui si associano le OP VOG – Home of Apples, VIP (Val Venosta), il Consorzio From e VOG Products della Provincia di Bolzano, Melinda, La Trentina e Mezzacorona della Provincia di Trento, Melapiù della Regione Emilia-Romagna, Rivoira, Lagnasco, Joinfruit e Gullino della Regione Piemonte e Frutta Friuli Sca della Regione Friuli-Venezia Giulia.


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